album231Solo un piccolo barlume di luce che scorgi in lontananza, al centro esatto di buio paesaggio. Un barlume di talento compositivo.
Che i ‘Moray Firth’, band lionese nata nel 2001, ci propongono attraverso un primo album pubblicato ufficialmente nel 2007, ma tutt’ora in fase di promozione. ‘A Paradigm Shift’ si evidenzia per una buona tecnica, talvolta utilizzata in modo fin troppo accademico, una curiosa interpretazione del progressive death metal ed un master, ahinoi, non sotto ogni aspetto encomiabile. Solo navigando nel sito personale del gruppo si evince, ad esempio, che la formazione vanta un batterista in carne ed ossa, quando per tutta la durata dell’album ad instaurarsi è la convinzione che abbiano fatto uso di un software, nemmeno d’alto livello, per la realizzazione delle sessioni ritmiche. Incomprensibile la scelta di coprire, attraverso una discutibile regolazione del volume, con le loro linee ammorbanti i buoni assoli di chitarra e le performance vocali del promettente Joe.

Ma i ‘Moray Firth’ non sono dei ragazzini e, pur prescindendo dalle critiche rivolte all’editing, dobbiamo giocoforza chiedere di più da chi ambisca a fare della musica una professione.

Nel complesso niente male, però.
Niente male.


Voto: 6

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